Il sistema della solidarietà sta attraversando una fase di grande cambiamento: non si tratta semplicemente di un’evoluzione dei canali o degli strumenti, ma di una trasformazione più profonda che impatta su motivazioni e dinamiche delle scelte donatorie e sulla percezione del ruolo degli attori in gioco.

Il Terzo Settore si trova oggi al centro di un ecosistema sempre più articolato, in cui cittadini, organizzazioni e imprese interagiscono secondo logiche nuove, più collaborative e orientate all’impatto.

L’Osservatorio sulle Donazioni di Eumetra, in collaborazione con Walden Lab – nel 2026 alla sua quinta edizione –  evidenzia come il settore stia entrando in una nuova fase di maturità, caratterizzata da una crescente domanda di trasparenza, partecipazione e misurabilità dei risultati.

In questo scenario emergono quattro grandi driver di cambiamento:

  1. le nuove generazioni;
  2. la centralità del digitale;
  3. il ruolo crescente dell’Intelligenza Artificiale;
  4. nuovi modelli di collaborazione fra Profit e Non Profit.

1. I giovani come acceleratori del cambiamento

Le nuove generazioni stanno agendo da veri e propri acceleratori di trasformazione. Il loro approccio al dono è meno rituale e più fluido, meno legato alla fedeltà a singole organizzazioni e più orientato alla coerenza tra valori, azioni e risultati tangibili.

Per il Terzo Settore questo significa passare da una logica di raccolta fondi a una logica di relazione. I giovani non vogliono limitarsi a “sostenere una causa”, ma desiderano sentirsi parte attiva del cambiamento, contribuire a costruire soluzioni e condividere storie di impatto. La sfida diventa quindi quella di progettare esperienze di coinvolgimento capaci di generare appartenenza e continuità.

2. Il digitale come nuova infrastruttura relazionale

La digitalizzazione non è più un semplice strumento operativo, ma l’infrastruttura su cui si costruisce l’intera esperienza di dono. Scoperta delle cause, interazione con le organizzazioni, attivazione delle donazioni e condivisione dei contenuti avvengono sempre più all’interno di ambienti digitali interconnessi.

Questo comporta un cambio di paradigma per il Non Profit: semplicità, velocità, accessibilità e qualità dell’esperienza diventano fattori decisivi.

Allo stesso tempo, cresce l’importanza della capacità di leggere i dati, comprendere i comportamenti e costruire percorsi personalizzati di relazione con i donatori.

Il digitale non sostituisce la dimensione umana del dono, ma la amplifica, rendendola più scalabile, misurabile e continua nel tempo.

3. L’Intelligenza Artificiale come leva di fiducia e trasparenza

Accanto alla digitalizzazione, l’AI si sta affermando come una delle leve più promettenti per il futuro del settore. Il suo potenziale non risiede solo nell’automazione dei processi, ma soprattutto nella possibilità di migliorare la qualità delle informazioni disponibili, rendere più leggibili gli impatti dei progetti e supportare decisioni di dono più consapevoli.

In un contesto in cui la fiducia rappresenta un elemento centrale, l’AI può contribuire a costruire nuovi standard di trasparenza, rendicontazione e dialogo con i donatori. Per il Terzo Settore si apre così una fase in cui tecnologia e relazione possono integrarsi in modo sempre più strategico.

4. Il ruolo delle imprese: verso nuove forme di collaborazione con il Non Profit

Il futuro delle donazioni non riguarda solo cittadini e organizzazioni Non Profit. Le imprese stanno infatti assumendo un ruolo sempre più rilevante all’interno dell’ecosistema del dono, passando gradualmente da logiche di sponsorship o filantropia occasionale a modelli più strutturati di creazione di valore sociale.

Dopo il primo ascolto dedicato al mondo corporate, l’Osservatorio sulle Donazioni 2026 tornerà a coinvolgere le imprese con l’obiettivo di coglierne l’evoluzione. L’aspettativa è quella di intercettare segnali di maggiore maturità e consapevolezza: strategie ESG più integrate, partnership più profonde con il Non Profit, attenzione crescente alla misurazione dell’impatto e alla coerenza tra purpose, comunicazione e azione.

Comprendere come le aziende stanno ripensando il proprio ruolo sociale diventa fondamentale per costruire modelli di collaborazione più efficaci e sostenibili nel tempo.

Dal dato alla visione: il ruolo della ricerca

Il futuro del dono sarà sempre più digitale, partecipativo e orientato all’impatto. Ma soprattutto sarà il risultato di un ecosistema in cui cittadini, organizzazioni e imprese si muoveranno in modo più consapevole, generando valore condiviso e risposte concrete alle grandi sfide sociali.

In questo scenario, la ricerca non è solo uno strumento di monitoraggio, ma una bussola, una leva strategica per il cambiamento. L’Osservatorio sulle Donazioni di Eumetra si propone come uno spazio di osservazione continua, capace di leggere le trasformazioni in atto e supportare il Terzo Settore nelle scelte future.

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