Il problema
Ognuno di noi va aiutato ad avere dentro di sé il senso della vita.
Ci sono degli ingredienti basici che si devono acquisire, ed ai quali non si può rinunciare se si vuole raggiungere il vero obiettivo, che è vivere bene.
A monte di tutto, ciascuno deve capire – nel caso bisogna aiutarlo a capire – che la vita, tutte le forme di vita, sono frutto della relazionalità positiva.
Se non c’è relazionalità positiva, se c’è isolamento, o, peggio, contrapposizione, le conseguenze sono paralisi o morte.
Le condizioni della relazionalità sono due:
- il senso della vita, che dobbiamo avere dentro di noi,
- e la capacità di interpretarlo in modo completo, essendo anche convincenti nella sua trasmissione.
Quindi c’è una “sostanza” che dobbiamo introiettare, ed una “forma” che dobbiamo adottare per riuscire a condividere questa “sostanza”. Perché senza condivisione non c’è vita.
Quindi “sostanza” e “forma” hanno analoga rilevanza.
Questi due ingredienti – sostanza e forma – non nascono in modo naturale in ciascuno di noi, la natura non ce li fornisce. Dobbiamo acquisirli, ed il Sistema in cui viviamo, ne deve avere coscienza, e ci deve aiutare.
Parliamo di ciascuno di questi due ingredienti della vita.
La “sostanza”: che cosa è, e come acquisirla
La sostanza è costituita dall’unica ricetta di valori che sono alla base della relazionalità positiva. Gli ingredienti sono l’onestà, il rispetto degli altri, la disponibilità ad aiutarli in caso di necessità …Possiamo adottare un unico termine per questa ricetta: L’ETICA.
L’etica è l’ingrediente basico della relazionalità. Ma la natura ha deciso di non creare necessariamente gli esseri umani con questa dote fin dalla nascita.
Tuttavia si può rimediare, e solo l’iniezione progressiva di cultura – che insegna a vivere nel mondo, ed a capire l’indispensabilità degli altri – può portare nell’unica direzione auspicabile.
Una precisazione: la cultura è fondamentale per tutti, pur con contributi un po’ diversi.
Per la parte femminile della popolazione è lo strumento che, oltre a rafforzare l’etica, in una certa misura già presente fin dalla nascita, ha storicamente agevolato l’accesso a ruoli esterni alla famiglia, all’interno della società e nel mondo professionale.
Per la parte maschile, la cultura è ancora più necessaria: certamente dona l’opportunità di accedere a ruoli sociali più interessanti. Ma consente anche di raggiungere l’etica, in origine meno presente rispetto alla parte femminile. La qual cosa significa – come accennato – che nel segmento maschile la cultura è ancora socialmente più irrinunciabile.
Quindi la cultura è per chiunque un motore di crescita personale e collettiva. Permette di sviluppare una visione più ampia e inclusiva del mondo, rafforzando l’etica e il senso di responsabilità sociale, fondamentali per una convivenza equa e rispettosa.
Metodologicamente come si deve agire? C’è solo un sistema: favorire una crescita – dall’adolescenza in poi – acculturata, facendo in modo che l’individuo non raggiunga solo l’acquisizione del primo ingrediente evolutivo, che è la capacità critica – che avviene con la frequentazione delle medie superiori -, ma prosegua, completando la formazione culturale. Questa soluzione favorisce massimamente la comprensione del mondo, degli altri, della loro indispensabilità, dell’opportunità del rispetto, e quindi dell’etica.
Bisogna però creare le condizioni perché ciò possa avvenire: purtroppo il sistema in cui viviamo ha una impostazione che non favorisce questa direzione.
La scuola attuale ha una impostazione poco orientata a questo percorso: è contrappositiva, non è concepita in modo “desiderabile”, non fa il marketing di se stessa. I destinatari del contesto formativo devono essere i giovani, e bisogna concepirlo in modo che i giovani lo desiderino, se ne innamorino, e non vogliano mai smettere di studiare. Così purtroppo non è: c’è tensione verso la scuola, e distacco. I giovani vanno capiti, aiutati a ritrovare se stessi, ad avere orgoglio in quello che ottengono. Tutti debbono farcela. Ripetiamo: la scuola deve coinvolgere, essere desiderabile. Peraltro i giovani sono l’unica ricchezza che il Paese ha. E tutti vanno aiutati, anche finanziariamente se fosse necessario.
Questo è l’unico sistema perché tutti – con particolare attenzione alla parte maschile – acquisiscano l’etica.
Peraltro bisogna sempre ricordare che l’introiezione dell’etica è fondamentale non solo per vivere bene la propria vita attuale, ma crea e rispetta le condizioni della vita futura, propria, e di chi verrà. Infatti, se esiste l’etica, si condividono anche tutte le attenzioni per un futuro Sostenibile. In assenza di etica, la centratura è solo su se stessi, e sul proprio benessere nel breve periodo, il più delle volte in logiche contrappositive.
La rilevanza della forma
Quindi lo strumento basico della vita è l’etica, ed il veicolo fondamentale per raggiungere l’etica è la cultura.
La vita è infatti frutto della relazionalità positiva, e di tutto ciò che favorisce la permanenza dell’etica.
Però attenzione: l’etica è relazione, e lo strumento primario della relazionalità è la comunicazione.
Perché la comunicazione abbia vita e sia efficace nella trasmissione dei contenuti, deve tenere conto delle regole della trasmissione.
Nella comunicazione, colui che deve ricevere, ha una rilevanza fondamentale. La trasmissione deve suscitare la sua attenzionalità ed il suo coinvolgimento.
La modalità di trasmissione ha quindi un ruolo fondamentale, perché deve veicolare nel modo più ricevibile e coinvolgente il senso dei significati.
La “forma” della comunicazione è quindi fondamentale, perché pone attenzione al primo obiettivo della relazionalità, che è attivare l’attenzione.
Ciò che favorisce l’attenzione – l’avvio della relazionalità – sono quindi le espressioni della “forma”: l’estetica, la bellezza, l’emozione che si riesce ad innescare.
Questa estetica, bellezza, emozione, devono essere veicolate da tutti gli ingredienti comunicazionali: immagini, suoni, e soprattutto parole.
La forma nelle parole
Per l’obiettivo di favorire la relazionalità, la forma nelle parole ha un ruolo fondamentale: si fa riferimento al loro senso, alla loro eleganza, all’armonia che le può unire.
Uno strumento elitario della relazionalità è quindi la Poesia.
La Poesia è una forma d’arte che con l’uso delle parole riesce a creare significati di ordine superiore, e sensazioni che hanno il ruolo di comunicare il bello, e di unire in sentimenti comuni positivi.
La Poesia diventa quindi lo strumento basico della relazionalità culturale: può rivelare sentimenti che gli individui coinvolti avvertono come propri.
Fa accomunare/unire i vari individui: quelli che comunicano e quelli che ricevono.
E risvegliando il sentimento poetico comunque presente negli individui – a volte nascosto – li avvicina tra di loro, e li allontana dalla violenza.
Il metodo poetico è quindi l’approccio più auspicabile per veicolare l’etica, nella prospettiva di farla diventare massima e duratura.
Che è il metodo fondamentale da adottare per una vita felice.
Ne abbiamo parlato lo scorso 22 marzo 2025, in occasione dell’evento “La Bellezza e la Poesia salveranno il mondo” promosso dall’Accademia Mondiale della Poesia, per celebrare la XXIV edizione della Giornata Mondiale della Poesia.
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