Lo rivelano i risultati del “2° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” condotto con LifeGate

È in atto una grande rivoluzione, ormai in corso da diversi anni, nella cultura del nostro – e di altri – Paese. Finito il tempo delle ideologie, sempre più cittadini si dimostrano oggi sensibili ai temi della sostenibilità. Soprattutto quella ambientale, ma non solo. È quanto emerge, tra l’altro, dalla seconda edizione dell’“Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile” che Eumetra Monterosa ha realizzato in collaborazione con LifeGate, punto di riferimento per lo sviluppo sostenibile in Italia, con la partnership di Coop Lombardia, Ricola e Unipol Group, i cui risultati sono stati presentati il 31 marzo scorso a Milano.

L’Osservatorio monitora a scadenza annuale la percezione degli italiani rispetto ai principali aspetti della sostenibilità attraverso interviste telefoniche a un campione di 1.000 intervistati rappresentativo della popolazione nazionale maggiorenne e ha come obiettivo monitorare nel tempo la consapevolezza, i comportamenti e gli acquisti, aspetti che meglio rappresentano il grado di approccio verso uno stile di vita sostenibile.

Tra i fatti che hanno colpito maggiormente gli italiani nell’ultimo anno, ad esempio, l’allarme smog nelle grandi città ha avuto un impatto ancora maggiore (86%) dell’escalation del terrorismo (79%). Se ne può discutere, ma ciò mostra la forte attenzione dei cittadini verso l’ambiente. Ancora, ha destato particolare preoccupazione (81%) l’aumento record delle temperature in Italia e nel mondo. Questa forte sensibilità ha portato, rispetto all’anno scorso, ad un maggior livello di informazione sulle tematiche della sostenibilità: la percentuale di chi possiamo definire “conoscitore” è cresciuta dal 23% al 28%. Ma, al di là della conoscenza, la sostenibilità è davvero una cosa così importante? Secondo il 64% della popolazione è addirittura più rilevante della crisi economica. L’anno scorso si trattava del 46%: quindi quasi un italiano su cinque ha accresciuto nell’anno il proprio interesse verso la sostenibilità. Si tratta di persone per lo più giovani – tra questi ultimi l’attenzione è sempre più alta – e con titolo di studio medio-alto.

Si accrescono anche i comportamenti concretamente praticati in un’ottica di sostenibilità. Dalla raccolta differenziata, che l’86% degli italiani dichiara di praticare (era il 68% l’anno scorso), all’evitare di utilizzare l’auto quando possibile, preferendo l’utilizzo dei mezzi di trasporto meno inquinanti (il 36% contro il 12% del 2015), al consumo di alimenti a km zero (scelto dal 33%, dato in crescita di 21 p.p. rispetto alla prima edizione dell’Osservatorio).

Secondo un indice sintetico elaborato da Eumetra Monterosa, quasi il 20% degli italiani (era l’8% l’anno scorso) pratica un numero elevato di comportamenti legati alla sostenibilità. Solo l’8% non fa niente del tutto in questo senso.

Tutto ciò ha profondi effetti anche sull’economia. Si accresce infatti il numero delle persone che dichiara di cercare di acquistare prodotti “sostenibili”, anche quando costano di più degli altri. Ad esempio,  elettrodomestici a basso consumo, lampadine a Led e prodotti a km zero.

Il motivo più importante che spinge gli italiani a fare scelte sostenibili è soprattutto un senso di responsabilità verso le generazioni future: si vuole dare ai figli un mondo migliore. A questa motivazione primaria segue la ricerca sempre maggiore del benessere.

In definitiva, sulla base dell’insieme delle domande poste al campione intervistato, Eumetra Monterosa ha stimato che il 29% (era il 18%) degli italiani possa essere definito “appassionato” dei temi della sostenibilità. Un altro 33% si può denominare “interessato”. Certo, c’è ancora quasi il 40% di persone “disinteressate” a questo genere di argomenti. Ma la quota è in netta diminuzione: erano il 60% l’anno scorso.

C’è da notare la presenza tra gli “appassionati”, oltre ai giovani (e anche all’interno di questi ultimi), di un’alta quota di donne. Che sono le vere portatrici della rivoluzione in corso.