A poche settimane dal voto, quasi il 40% è ancora indeciso

Tra poco più di due settimane saremo chiamati alle urne per esprimere il nostro voto in occasione delle elezioni politiche. E la campagna elettorale è entrata nella sua fase cruciale, accompagnata come di consueto dalla presentazione dei programmi dei vari partiti in campo e anche delle loro relative promesse, talora attendibili e in qualche modo ragionevoli, talaltra semplicemente mirabolanti e inattuabili.

È molto difficile – e forse impossibile – conoscere oggi con relativa precisione quelli che saranno i risultati del voto. E tutti i numerosi (e, nella maggior parte dei casi, accurati) sondaggi che vengono realizzati in questi giorni scontano una quantità rilevante di mancate risposte (per reticenza e indecisione), che rende insicura la stima pubblicata. In più, il margine di approssimazione statistico, insito nelle ricerche stesse, complica in misura ancora maggiore la previsione del risultato. Esso comporta infatti una possibile variazione di almeno il 3% su ogni dato rilevato: una percentuale così ampia da essere in grado di mutare anche significativamente il peso di ciascuna forza politica e da far variare quindi in modo sostanziale tutto lo scenario.

Al di là delle intenzioni di voto registrate per le varie formazioni politiche, ciò che ci interessa evidenziare è l’incertezza sul possibile comportamento degli indecisi. Un’analisi effettuata qualche tempo fa indica come oltre un terzo dei cittadini chiamati alle urne assuma la sua decisione definitiva nel corso degli ultimi quindici giorni prima della consultazione, quindi proprio nelle prossime due settimane. Questo settore di elettorato è fortemente influenzato dalla campagna elettorale e dalle dichiarazioni dei leader alla televisione nel periodo precedente al voto.

Oggi si dichiara indecisa una quantità rilevantissima di popolazione, pari al 37%. Chi si trova in questa situazione è più spesso anziano, esercita professioni meno centrali nel mondo del lavoro e vive spesso in piccoli centri.

Gli indecisi al voto

Ma la decisione di voto si va lentamente formando, così come si va rafforzando l’ipotesi di astenersi che, secondo le stime correnti, riguarderà circa il 30% (ma la percentuale potrebbe cambiare in vista del giorno del voto).

Molti degli indecisi hanno un problema relativo ai collegi uninominali, specie nel Sud. Essi dovranno scegliere se optare per un partito che apprezzano, ma che presenta un candidato che non conoscono, oppure privilegiare, come successo spesso in passato, un candidato che conoscono e di cui si fidano, presentato però da un altro partito se non da un’altra coalizione. È una scelta resa difficile dal divieto del voto disgiunto, la cui soluzione sarà l’elemento determinante del risultato elettorale.

È probabile che, come di consueto, una parte di costoro finisca con l’astenersi e che una quota ancora maggiore scelga il partito da votare distribuendosi tra le diverse opzioni nello stesso modo e nella stessa proporzione di chi oggi ha invece già deciso. Ma, al tempo stesso, molti di questi elettori aspettano ancora indicazioni dai partiti. Saranno dunque le loro scelte a determinare in buona misura il risultato vero della consultazione di marzo.