5 ragioni per cui vale la pena studiarli

I «Baby Boomer» sono la generazione “larga” che include dai sessantottini fino a coloro che hanno terminato l’università quando cadde il muro di Berlino. Oggi hanno un’età compresa tra i 55 e i 74 anni e sono così denominati perché figli del boom economico – e della conseguente esplosione demografica – che ha interessato i paesi occidentali a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta.

The Economist – 1843 Magazine e l’International Advertising Association (IAA) hanno inserito “giovani vecchi” (“yold” o “young old”) tra le parole chiave del 2020. Si tratta infatti di un segmento interessante da molteplici punti di vista, anche considerato il fatto che rappresenta un club numeroso (solo in Italia, sono circa 15 milioni).

Di seguito le 5 principali ragioni per cui vale la pena studiare in profondità i Baby Boomer:

1. È una generazione benedetta dalla longevità

Vivono più a lungo e godono di una migliore salute rispetto al passato. Non solo la speranza di vita aumenta, ma anche la speranza di una “vita sana”, di corpo e di mente.

“Siamo stati noi a inventare la gioventù come categoria politica. È per questo che ci rifiutiamo di invecchiare.

Federico Rampini, Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (Mondadori, 2012)

2. Dispongono di maggiori risorse economiche rispetto alle altre generazioni

La maggiore disponibilità economica rispetto ai segmenti giovani e medi è un dato confermato da varie fonti, tra cui Banca d’Italia. In particolare, i «giovani-vecchi» (ovvero i 55-68 enni) si trovano nell’entusiasmante prospettiva di poter dedicare a se stessi tempo e denaro. C’è chi lavora ancora e fa progetti per il futuro e chi invece ha già smesso di lavorare e può cominciare a godere della pensione; in molti casi, l’abitazione principale è pagata o almeno le benedette rate del mutuo stanno terminando; i figli sono cresciuti e anche se non tutti (o non sempre) sono autonomi, probabilmente non sono più completamente a carico; sicuramente il portfolio dei risparmi di questa generazione è più nutrito di quelle successive ed inoltre tengono sotto controllo i conti, gestiscono con attenzione il denaro e cercano forme vantaggiose di investimento in misura maggiore rispetto alle generazioni più giovani. Inoltre, tendono ad informarsi a fondo prima di fare acquisti importanti. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per la comunicazione, che deve essere appunto rispettosa: hanno consuetudine di lungo corso con la pubblicità – essendo cresciuti insieme ad essa – pertanto non si fanno “abbindolare” facilmente; tendono infine a confrontare le proposte e a parlarne con i conoscenti.

3. Sono attenti al proprio benessere

Sono particolarmente attenti alla qualità della vita e, se da un lato sono cresciuti con le grandi marche e dunque ne sono coinvolti “emotivamente”, dall’altro hanno stili alimentari attenti e ricercano prodotti e servizi anche “nuovi”, dalla filiera controllata, ingredienti di qualità, rispettosi.

4. È la prima generazione di senior animata da interessi oltre il lavoro

Sport, cultura, viaggi, volontariato, relazioni sociali… che la rendono significativamente diversa dalle generazioni precedenti di pari età.

5. Rigenerazione continua

Sono completamente diversi dai «senior» di un tempo, ma anche dalle generazioni successive. Se è vero che i giovani sono il traino dell’innovazione, i Boomer sono coloro che hanno assorbito innovazione come mai nessuno nel passato: mai prima di loro la famiglia, il sesso e la religione hanno subìto simili sconvolgimenti; hanno introdotto la globalizzazione e allargato gli orizzonti; e soprattutto hanno abbracciato tutte le ondate delle innovazioni tecnologiche

“Esistere significa cambiare, cambiare significa maturare, maturare significa continuare a creare se stessi incessantemente.”

Henri-Louis Bergson

Ne consegue una disruption negli stili di vita e di consumo che ci invita ad evitare gli stereotipi e le letture in continuità con il passato e che, unitamente alla maggiore disponibilità di denaro e cultura rispetto alle generazioni precedenti di pari età, fanno dei Baby Boomer un target appetibile, da studiare nelle varie componenti e dunque bisogni specifici – e non come un segmento unico, al suo interno indifferenziato.

Da qui nasce l’esigenza di una ricerca esclusivamente dedicata alla Generazione Baby Boomer, che studierà la fascia dai 55 fino agli 80 anni, estendendola oltre i 75 anni, visto l’interesse rilevato nelle ultime ricerche sociali in questo ulteriore segmento di età.

La ricerca risponderà alle seguenti principali esigenze informative:

  • Quali sono i nuovi bisogni dei Baby Boomer relativi ai prodotti/servizi nei vari settori merceologici (nuove tendenze e white space)?
  • Quali sono i loro driver di acquisto? E, in particolare, il ruolo della marca?
  • Come deve essere la comunicazione (messaggi, codici, linguaggi, toni, testimonial, ecc.) destinata ai diversi sotto-target?
  • Qual è il mix dei canali preferito?

Avete curiosità o suggerimenti di approfondimenti su questo segmento della popolazione? Non esitate a contattarci per maggiori informazioni: info@eumetramr.com