Partendo da una speranza

La vita è il più grande dono che si possa ricevere.

È un dono che dura molti decenni – si spera il più possibile -, ed è un capolavoro della natura, dove ad un corpo è stata unita una mente, che è la parte gestionale e decisoria di ogni sviluppo, e che va favorita nello svolgere il suo ruolo.

La natura ci ha dato un grande indizio per capire come si fa a vivere bene, e la mente lo deve bene interpretare. Ce lo fa capire con il momento generante la vita stessa: l’atto d’amore. La vita, non solo nel nascere, ma anche nel proseguire e nel rigenerarsi, deve rispondere a questa regola innescante senza la quale non c’è vita: la regola innescante è sempre l’amore, e la condizione base dell’amore è la relazionalità. L’essere in relazione positiva con le parti complementari della vita, che sono gli altri, genera in continuazione nuova vita, che è la nostra esistenza.

E tanto più si investe sugli altri, tanto più si hanno ritorni che danno un senso alla vita.

Sono investimenti che producono felicità, che è l’unico grande obiettivo che deve accompagnare la vita. Altro non serve, e spesso è disturbante.

Qualche ostacolo alla vita

Nella nostra storia la vita ha spesso avuto disturbi da intervenienze non positive, le più importanti delle quali sono sempre state connesse o alla carenza delle condizioni economiche e/o alla carenza delle condizioni di salute. Si tratta di due “nemici” complessi, che vanno gestiti con attenzione, perché spesso sono sorprendenti. A volte con conseguenze solo negative; a volte con conseguenze drammatiche, ma anche con avvertimenti per fare correzioni.

Le condizioni sociali del passato, e gli ultimi 20-30 anni

Veniamo da un’antica storia di carenze economiche, e spesso di povertà. La speranza di stare meglio si è sempre manifestata, ma la gran parte della società si era assuefatta e i legami sociali (di comunità) offrivano una promessa: con l’aiuto reciproco si tira avanti. E questa promessa di assistenza reciproca favoriva la vicinanza e le relazioni. Per il resto ci si accontentava: l’istruzione era comunque molto modesta, e non c’era forte progettualità individuale.

Ma negli ultimi 20-30 anni sono accaduti fatti che hanno dato una forte scossa a questa situazione. Due in particolare:

  1. L’istruzione basica è rapidamente cresciuta, le “masse” si sono trasformate in “individui” pensanti, con elevate attese di partecipazione al benessere economico: i soldi, che sono stati sempre lontani, cominciavano ad essere visti come un’opportunità probabilmente prossima
  2. C’è stata una forte impennata da parte del Sistema Economico della accezione finanziaria dello sviluppo: l’obiettivo è sempre più coinciso con il denaro nel breve periodo. E tutto il Sistema Economico ne è stato coinvolto.

La propensione verso il denaro è sempre più cresciuta, ed ha purtroppo innescato l’insorgenza del più forte avversario della vita: il denaro il più delle volte sorge proprio dalla competizione, che è contrapposizione, lotta, battaglia (pur nelle varie forme).

E il vivere in competizione è diventato sempre di più la norma. Ed il vivere in competizione porta ad accentuare due grandi pericoli: gli obiettivi tendono a concentrarsi sul “breve periodo”, e le attenzioni considerano solo “se stessi” come parte dominante (gli altri sono percepiti come avversari).

Invece il tempo – che è la vita – è continuità, e non breve periodo, e l’investimento e le attenzioni la devono favorire perché la vita possa proseguire. Ricordandosi sempre che la ricetta della vita è la relazione con gli altri, e non la contrapposizione.

Purtroppo queste considerazioni sono state fatte sempre meno in questi ultimi anni. L’eccessiva attrattività del denaro, e le logiche finanziarie – che privilegiano il breve periodo e le contrapposizioni – in questi anni hanno sempre più dilagato.

 

Poi è arrivata la pandemia: e con essa nuove consapevolezze…

La pandemia attuale si classifica tra le peggiori della storia, , dopo la peste, il colera, il vaiolo, il tifo. Quanto meno nei sui impatti sociali e culturali: solo la peste ha prodotto così tanta “riflessione sulla malattia” come questa che stiamo attraversando.

Nel mondo, fino ad ora, ha provocato più di 5 milioni di decessi, ed in Italia – ad ora – circa 135 mila. Nel complesso l’Italia è messa piuttosto male: in rapporto al numero di abitanti, ha avuto più del triplo di decessi rispetto alla media degli altri Paesi.

In più va notato che le altre pandemie citate riguardano un lontano passato: nessuno degli attuali esseri viventi ha mai vissuto un’esperienza come questa.

È scioccante; ci fa pagare – oltre al grande dramma della vita di moltissimi – anche altri prezzi di forte complessificazione della vita: sentiamo il pericolo di incontrarci, di frequentarci.

In ogni caso ha risvegliato il vero valore della vita in sé, che ci era ormai sfuggito: la vita era data per scontata, e si pensava ad altro. L’isolamento invece ci fa capire che la nostra vita senza gli altri è un non senso.

Ci fa capire che senza gli altri e senza la relazionalità non esiste la vita. Negli ultimi anni ci era sfuggito; anzi, si pensava che gli altri potessero essere solo avversari, un ostacolo alla vita.

 

…Insegna la vita, ma può creare un problema

Pur non riuscendo a metabolizzare il dramma di tutte le vite distrutte, riflettere su che cosa ci potrà lasciare la pandemia, ci porta a due risultati:

  1. uno sul piano individuale, correttivo degli sbandamenti del recente passato, per una migliore vita attuale
  2. e l’altro sul piano sociale, più problematico – invece – per la vita futura

Piano individuale.

Come già accennato, il farci capire che la prospettiva di ridurre le contrapposizioni e favorire le relazioni potrebbe offrire un vero ritorno al vero senso di questa esistenza, che è serenità e felicità, e non sofferenza e cupaggine, sarebbe una grande consolazione per la vita attuale.

Ciò anche se le code del clima pandemico sarebbero comunque pesanti da sopportare sul piano prospettico.

 

Piano sociale.

Come accennato, le prospettive future sul piano sociale sono più problematiche. E ciò perché il clima sociale attuale rischia di far perdere l’investimento sul futuro sociale, con grandi problemi sul tema della Sostenibilità. Qualche riga in più per spiegarci meglio.

 

Sostenibilità

Sostenibilità significa orientare i propri comportamenti attuali in modo tale che non portino conseguenze negative per il futuro, e per chi verrà. L’obiettivo prospettico è vivere bene, e possibilmente meglio di adesso, sia sul piano ambientale che sociale.

Il tema della Sostenibilità – in questi ultimi anni – è sempre più incalzante, perché le tensioni sia per la vita sociale – per le crescenti tensioni, sia all’interno dei singoli Paesi, che a livello internazionale – che per il contesto ambientale e per il degrado progressivo, sono costantemente crescenti.

Tuttavia le ricerche sociali sono molto chiare nello spiegare che esiste forte relazione tra Benessere e Sostenibilità, nel senso che:

  • se gli individui attualmente stanno bene, ed hanno raggiunto un benessere attuale soddisfacente dai vari punti di vista, è fortemente probabile che la loro sensibilità per il futuro sia molto spiccata, e che tutte le problematiche della Sostenibilità, in tutte le possibili espressioni, richiamino fortemente tutte le loro attenzioni. Quindi la logica sarebbe:
    • se adesso io sto bene
    • allora posso pensare al futuro benessere degli altri che verranno

 

  • ma se gli individui adesso non stanno bene, l’attenzione per il “futuro” e per gli “altri” si attenua moltissimo.

Ora, quello che emerge da recentissime ricerche sociali, è che la pandemia, provocando varie categorie di incertezze, ed anche forti isolamenti, ha provocato turbative alla grande maggioranza della popolazione, e in questo periodo sono rilevabili forti turbamenti mentali in tutti i segmenti, per quanto non necessariamente dichiarati.

Anche i classici segmenti elitari, per quanto solo moderatamente toccati sul piano economico da quello che sta succedendo, hanno invertito le loro propensioni verso la Sostenibilità – in tutte le sue forme – e sono molto più centrati sui problemi attuali.

Il Futuro ha perso di attenzione e di interesse.

Fino a due anni fa erano molto trainanti verso la Sostenibilità; oggi purtroppo sono molto più centrati sull’attuale, e meno pressanti su tutte le problematiche prospettiche.

Il problema è complesso perché non ci si può permettere un abbassamento di propensione verso la Sostenibilità. Le problematiche prospettiche – quelle ambientali ma non solo – si stanno aggravando in modo esponenziale.

 

Le conseguenze della pandemia, in sintesi

Due ultime parole per riprendere e sintetizzare quindi le conseguenze della pandemia. Al di là dei guai non rimediabili che ha provocato, se si devono fare riflessioni finali di sintesi su ciò che ci lascia, dobbiamo ribadire le due eredità cui abbiamo fatto cenno, una “interessante” che riguarda la vita attuale, ed una “critica” che riguarda la vita futura:

  • interessante” (vita attuale). Per certo ci fa capire una cosa che negli ultimi tempi ci era sfuggita: l’indispensabilità degli altri per vivere bene. Ci induce ad un avvicinamento sociale, e ad una riduzione di tutte le contrapposizioni. Condizioni fondamentali per una vita migliore
  • critica (vita futura). Riguarda lo smarrimento radicato che ha coinvolto la grande maggioranza, che porta a concentrarsi sulla vita attuale, e a non considerare il futuro. Si tratta di un problema importante, non rinviabile. Non semplice: c’è un forte bisogno di aiuto. È un aiuto complesso da concepire, perché deve soddisfare un bisogno nuovo, che non fa parte delle nostre passate esperienze e della nostra cultura. Ma la soluzione va trovata perché le conseguenze di una “distrazione” per il futuro, e sul tema della Sostenibilità, non possono essere accettate.

Chi deve aiutare è tutto il Sistema che ci governa e che ci fa vivere: sia quello Politico che quello Economico. E lo deve fare attraverso l’assunzione di una nuova Responsabilità Sociale, che deve avere l’obiettivo di rasserenare la vita, e toglierci dalle angosce attuali.

Il Futuro e la Sostenibilità stanno aspettando un grande aiuto.