Negli ultimi anni, numerose ricerche hanno confermato che i giovani della Generazione Z sperimentano livelli di ansia e angoscia superiori rispetto alle generazioni precedenti. Secondo l’ultima edizione dell’osservatorio Eumetra “Benessere e Sostenibilità”, il 35% dei giovani appartenenti alla GenZ riferisce uno stato d’ansia elevato, una percentuale che supera di oltre 10 punti quella dei Millennial (23%) e che è quasi il doppio rispetto alla GenX (17%), fino a triplicarsi rispetto ai Boomer (11%).

 

Stato d’ansia complessivo

 

Fonte: Benessere e Sostenibilità, Eumetra, 2024, valori %

 

Le principali cause del disagio giovanile

Ma quali sono le cause di questo crescente disagio? Tra i principali fattori emergono la sensazione di non essere mai all’altezza delle aspettative altrui, la necessità di raggiungere il massimo in tempi prestabiliti con la paura di fallire, il timore di perdersi qualcosa (FOMO – Fear of Missing Out) e l’eccessiva esposizione a un bombardamento di informazioni spesso contraddittorie.

Un aspetto particolarmente critico di questo scenario è l’aumento del ritiro sociale tra gli adolescenti, come evidenziato dall’analisi condotta dal gruppo di ricerca “Mutamenti sociali, valutazione e metodi” (MUSA) del Cnr-Irpps. Lo studio, basato su un campione nazionale di oltre 7.500 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, mostra che la percentuale di giovani che non incontrano più i loro amici al di fuori dell’ambito scolastico è quasi raddoppiata dopo la pandemia, passando dal 5,6% del 2019 al 9,7% del 2022. Questo fenomeno, pubblicato sulla rivista Scientific Reports (l’articolo completo è consultabile qui), sottolinea come l’isolamento sociale sia diventato un problema serio e persistente, correlato a fattori relazionali e psicologici, tra cui l’iperconnessione ai social media, che erode progressivamente la qualità delle interazioni sociali e il benessere psicologico individuale.

Per comprendere il fenomeno, è tuttavia essenziale considerare che, pur con differenze all’interno della Generazione Z, il loro sistema valoriale si fonda su due assi fondamentali:

  • la relazione con gli altri: nell’era “ON LIFE” descritta da Floridi, in cui il mondo fisico e digitale sono intrecciati, gestire le relazioni diventa più complesso rispetto al passato.
  • l’affermazione di sé: la GenZ non è meno ambiziosa delle generazioni precedenti, ma aspira a percorsi di formazione e carriera con condizioni diverse.

La visione del futuro

Questa complessità si riflette anche nella loro visione del futuro. Secondo l’Osservatorio Eumetra sulla GenZ condotto in Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, il punteggio medio di ottimismo sul futuro è inferiore a 7, con oltre il 40% dei giovani che nutre una visione negativa. In Spagna e Germania, il punteggio si alza di poco oltre il 7 grazie a una quota maggiore di risposte con valori compresi tra 9 e 10.

Ottimismo verso il futuro

Fonte: Generazione Z: immagine e valore di marca, Eumetra, 2021, valori %

 

Il benessere psicologico della GenZ rappresenta dunque una sfida prioritaria per la società e per le Aziende che vogliono comprendere e supportare le nuove generazioni. Investire in percorsi di formazione più flessibili, ambienti di lavoro stimolanti e spazi di socializzazione inclusivi potrebbe essere la chiave per aiutare i giovani a costruire un futuro più sereno e sostenibile.

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