Nelle famiglie italiane si rileva una nuova progettualità che mette al centro le persone

La ripresa economica del Paese resta ancora incerta, come confermano i dati ISTAT dell’ultima nota mensile datata 4 novembre, che delineano uno scenario contraddistinto da “segnali di un rallentamento dei consumi, accompagnati da un aumento significativo del potere d’acquisto delle famiglie e dal miglioramento tendenziale dell’occupazione”.

Alla luce di questa situazione, qual è il sentiment delle famiglie italiane? Le recenti indagini da noi condotte rilevano un minor entusiasmo rispetto a qualche mese fa: non crescono le preoccupazioni, ma di certo cresce la perplessità sul contesto immediato, sul futuro, su quali scelte fare… Il risultato: consumi tornati in positivo, ma di poco, depositi bancari in crescita grazie ad un risparmio crescente, una certa immobilità nelle scelte data dall’incertezza e dalla paura di sbagliare.

Ma in questo contesto – che potrebbe sembrare di parziale immobilismo – ci sono energie positive nelle famiglie: gli italiani sono tornati a progettare e i progetti (piccoli e grandi) riguardano la loro vita presente e futura, riguardano le persone (oltre il 50% delle famiglie riporta progetti inerenti le persone), più ancora delle dotazioni (almeno un terzo delle famiglie).

I progetti degli italiani riguardano infatti oggi principalmente il benessere presente e futuro della famiglia. Il benessere fisico in primo luogo (stanno crescendo le spese sulla salute e la prevenzione, si pensi ai temi dell’ortodonzia per i bambini, oggi un must, o il tema dell’implantologia per i segmenti maturi: oggi alla protesi si arriva quasi solo per necessità). In questo benessere fisico, c’è un ampio filone dell’estetica personale (beauty, spa, sport, fino alla chirurgia estetica), o della vacanza, energetica o rilassante che sia.

Ma non si vive di solo corpo: la progettazione sul capitale umano è altrettanto diffusa: l’istruzione per i figli nel nuovo contesto competitivo globale, la stessa educazione per l’aggiornamento degli adulti (le lingue o la formazione di riconversione professionale, le spese per la cultura personale, ecc.).

Per non parlare della progettazione – purtroppo ancora timida e concentrata prevalentemente sulle fasce più mature – del benessere personale nella fase di pensionamento, nella terza, quarta e quinta età, sui bisogni di assistenza e welfare nel lungo termine, ecc.

Ma non sottovalutiamo la stessa progettazione sulle dotazioni: quasi 8 famiglie su 10 sono proprietarie della prima casa, quasi 4 su 10 ne hanno almeno una seconda. Il tema della progettazione sulla casa (in termini di sicurezza, ristrutturazione, acquisto e vendita, seguendo esigenze vicine e lontane della famiglia) è almeno altrettanto vivo.

In sintesi, possiamo dire che il PIL italiano espresso in progetti sarebbe ben superiore al modesto 1% attorno al quale stiamo orbitando. Tuttavia, secondo le nostre prime analisi, ci sono due blocchi che rallentano e, in qualche caso, frenano quasi completamente il passaggio dalla progettualità sulla carta ad una realizzazione concreta.

Una Offerta più vicina alla domanda come strada di uscita dalla crisi?

Il primo blocco che registriamo è la modesta capacità dell’Offerta di comprendere i cambiamenti della domanda, in tanti settori. La crisi ha cambiato noi come consumatori e cittadini, ci ha resi molto più critici e sensibili a nuovi temi e nuovi rapporti con le marche, ad esempio. Non tutte le marche (poche) l’hanno capito. Tante comunicazioni sono ancora di vecchio tipo, ad esempio, tante offerte promozionali vengono da logiche passate, basate su relazioni rapide e veloci (premiare i nuovi clienti per i primi sei mesi?  Piaceva dieci anni fa, oggi piace ad una piccola pattuglia che cambia marca ogni sei mesi appunto…).  Oggi le persone esprimono verso le marche un bisogno di maggiore serenità nella relazione, di semplificazione, di supporto e personalizzazione, di una relazione fra pari, non centrata solo sui prodotti ma su uno scambio di lungo periodo.  Ci si aspetta risposte concrete, che spesso tardano a venire. È un tema che sta molto a cuore dei ricercatori Eumetra MR, sul quale fervono i lavori. Siamo ormai a poche settimane dalla conclusione della ricerca Eumetra MR sul Benessere degli italiani, i nuovi approcci, i nuovi stili di vita. La ricerca proverà non solo a capire meglio i sintomi – comunque già abbastanza chiari, almeno nel quadro generale –  ma soprattutto a delineare le ricette e le posologie che possono aiutare a curare la relazione fra Offerta e famiglie italiane.

Questo discorso vale per tutte o quasi le marche, inclusi le banche ed il mondo finanziario, tanto oggetto del dibattito pubblico quest’anno. Gli italiani pensano oggi che le banche siano chiuse su sé stesse e sui loro problemi (oggettivi). Centrate sulla chiusura degli sportelli e sugli esuberi, con pochissimo da dire oggi agli italiani e ai loro bisogni finanziari. Più che arrabbiatura, vediamo delusione e uno spazio enorme che qualcuno prima o poi deciderà di riempire con proposte adatte al momento, al contesto e al futuro sostenibile.  In campo finanziario e non solo.

L’offerta bancaria, finanziaria e la leadership nella gestione del denaro

Il secondo blocco riguarda non più l’Offerta ma le famiglie stesse. La seconda ragione del blocco della progettualità (praticata ma non attuata) sta anche nella modesta capacità della famiglia italiana di organizzare le proprie risorse economiche e finanziarie secondo un piano progettuale che tenga conto sia del presente che del futuro, che organizzi le risorse e le forme di gestione del denaro, investimenti inclusi. Certo la prudenza è una risorsa diffusa fra le nostre famiglie. Ma la prudenza non basta, può trasformarsi in immobilismo e stagnazione, se non è pilotata con responsabilità ed intelligenza. Alla famiglia che ha idee, progetti e desideri, mancano talvolta gli architetti della progettazione, responsabile ed intelligente. La famiglia rischia dunque di restare in balìa del presente, tutte o tante risorse bloccate sulla liquidità, poche risorse allocate sui progetti, a partire da quelli di lungo periodo. Che è uno dei nodi cruciali della progettazione economico-finanziaria. Anche su questi punti Eumetra MR sta svolgendo ricerca sul campo, con la prima edizione della ricerca Moneysfera, per capire quale innovazione, quali servizi e quali approcci, aiuterebbero la famiglia ad uscire dai suoi impasse nella gestione del denaro.