Istruzioni per l’uso

L’economia del Paese è in un continuo up&down, il sentiment delle imprese negli ultimi mesi tende al pessimismo più fosco, con qualche provvisorio spiraglio per un cauto ottimismo.

La centratura su un oggi difficile ed un domani incerto ci toglie quella serenità che ci servirebbe per allungare lo sguardo oltre, per pensare alle nostre imprese, ai loro bisogni e a quelli delle famiglie che le detengono, con quella prospettiva strategica fondamentale per chi ha il compito di progettare il futuro per sé e per il Paese.

In Italia il connubio Azienda&Famiglia appare quasi indissolubile. La quota di aziende famigliari è molto elevata: il 70% delle imprese fra 20 e 50 milioni di euro sono famigliari, così come il 59% delle imprese sopra i 50 milioni di euro. Le aziende famigliari rappresentano la backbone del sistema produttivo e di impresa nel nostro Paese e ne riportano le virtù e – purtroppo – anche qualche vizio. Ad esempio, quello di vivere molto il presente e di pensare essenzialmente solo al futuro prossimo. La capacità di elaborare una strategia di ampio respiro ce la dobbiamo conquistare, non sembra nel DNA di tutte le nostre generazioni di imprenditori, seppur – spesso – di bravura eccezionale.

Il salto in lungo dell’impresa

Pensare ad una strategia di lungo termine per un’azienda famigliare ha molti risvolti, alcuni personali, emotivi ed affettivi. Altri gestionali e di strategia di impresa.

Spesso il day by day distoglie l’attenzione dai temi importanti inerenti il lungo periodo. Ma alla strategia non ci si può pensare domani, è troppo tardi. Bisogna pensare per tempo a chi porterà avanti l’azienda e bisogna pensarci almeno dieci anni prima, dicono le ricerche sui casi di successo nel passaggio generazionale. Bisogna pensare a quali saranno i punti di forza dell’azienda nel futuro, su che cosa ci si potrà appoggiare per creare valore e benessere per l’azienda e la famiglia. Sembrano aspetti banali, ma le ricerche (cfr. ad esempio: PWC Global Family Business Survey 2018) provano che fra le aziende famigliari – nel mondo – solo il 16% si pone obiettivi di crescita importanti ed in Italia questa percentuale supera a malapena il 10%. Ma quali sono i fattori chiave in questo processo di crescita per le aziende famigliari? Le ricerche ne individuano almeno tre principali:

  1. la capacità di rinnovare il proprio business, adattandosi alle nuove condizioni di mercato senza fermarsi sui propri modelli di successo attuale;
  2. la capacità di inserire nuove capacità professionali (adatte a nuove sfide);
  3. la capacità di rinnovare il vertice.

In questo senso prepararsi al passaggio generazionale significa gestire nello stesso tempo una evoluzione dell’impresa: dall’1.0 al 2.0, fino al 4.0. Ma nella ricetta di successo in questo allenamento al “salto in lungo” per l’impresa anche l’Heritage ha un suo ruolo importante. Per allenare una impresa a mantenere inalterato il suo valore dopo due, tre, quattro generazioni, non basta assicurarsi che qualcuno in famiglia dopo di noi sia in grado di succederci.  Serve lavorare sull’”Heritage”, che è anche storia, ma soprattutto la capacità di creare allineamento valoriale fra le generazioni. Le aziende che sono in grado di farlo si garantiscono un futuro migliore. Un altro aspetto che emerge prepotente dalle ricerche in questo campo.

Aziende millenarie

Non si tratta dunque (solo) di formare un figlio o una figlia ma di garantirsi che si tramandi un sistema valoriale, culturale che crei, generazione dopo generazione, l’ambiente e la focalizzazione giusta per consentire il successo dell’impresa nel tempo. Adattando il meccanismo e l’impresa alle mutate condizioni del suo ecosistema di business.  Sembra una impresa complessa, in parte lo è. Ma è alla portata di tanti imprenditori e di tante imprese famigliari. Però richiede un pensiero ed una azione che inizi presto. Il passaggio generazionale non è un momento, un atto di passaggio. È un processo che dura anni nel quale l’imprenditore e la famiglia si assicurano che il valore creato si conservi e si accresca nel tempo, passando per più generazioni.

Impossibile per noi italiani così centrati sul presente? No, non crediamo. Ci sono solidi dati che dimostrano che quando ci applichiamo siamo i più bravi anche in questo. Ad oggi – fra occidente ed oriente – l’impresa più antica ed ancora in attività a quanto sembra è un hotel termale giapponese, fondato da una famiglia nel 718 dopo Cristo e ancora guidato dai suoi discendenti. Pensiamo cosa vuol dire per una azienda attraversare 1300 anni con le generazioni che si susseguono, nascendo prima di Carlo Magno, prima di Dante, prima della scoperta dell’America. Se la più antica è giapponese, fra le 10 imprese più antiche ed ancora in attività, ben 6 sono italiane. Tutte nate prima di Cristoforo Colombo.  Ci sono imprese, imprenditori e famiglie che entrano nella storia, l’attraversano e restano. Questo dipende tanto dai piccoli gesti quotidiani, fatti pensando al futuro ed applicati con continuità ogni giorno, con pazienza, saggezza e lungimiranza.

Fonte: Family Business, 2016

Pubblicato su “Wall Street Italia” – Luglio/Agosto 2019