È quanto emerge dal 3° “Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile”, realizzato in collaborazione con LifeGate

Si è svolta a Milano lo scorso 30 marzo la presentazione dei risultati del 3° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile, realizzato da Eumetra Monterosa in collaborazione con LifeGate. Patrocinata dalla Commissione Europea e sostenuta da Best Western, Ricola, Unipol Gruppo, Vaillant e Lavazza, l’indagine fotografa per il terzo anno consecutivo l’interesse e la percezione della sostenibilità tra gli italiani. Quest’anno, l’analisi dell’Osservatorio si è inoltre arricchita con un focus specifico sul turismo sostenibile, a ragione del fatto che il 2017 è l’anno internazionale dedicato a questo segmento del mercato.

L’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile

L’Osservatorio, nato nel 2015 dalla collaborazione tra LifeGate ed Eumetra Monterosa, è divenuto uno studio permanente che, a cadenza annuale, offre una fotografia dettagliata di come si sta evolvendo l’approccio degli italiani verso la sostenibilità.

La ricerca è divisa in quattro aree di indagine:

  • livello di conoscenza;
  • atteggiamento;
  • comportamenti di consumo;
  • comportamenti di acquisto.

Lo studio è stato condotto su un campione di 1.000 individui, statisticamente rappresentativo della popolazione italiana adulta per distribuzione geografica, classi di età, genere, titolo di studio e condizione occupazionale. Per la realizzazione è stata adottata la somministrazione, tramite metodologia CATI (Computer Assisted Telephone Interview), di un questionario strutturato predisposto da Eumetra Monterosa in collaborazione con LifeGate.

Il livello di conoscenza e la padronanza dei concetti della sostenibilità

Un quarto degli italiani (27%, pari a 13,6 milioni) conosce bene il significato del termine “sostenibilità” e le sue principali declinazioni, confermando il livello di conoscenza registrato nel 2016. A questo gruppo, va ad aggiungersi il 35% che mostra una conoscenza sufficiente, mentre il 38% manifesta poca dimestichezza su questi temi.

La padronanza del “vocabolario” è dimostrata principalmente dagli uomini e, in particolare dai cluster dei giovani/adulti (18-44 anni) in possesso di un titolo di studio medio-superiore o laurea, concentrati nelle libere professioni, quadri, manager e studenti, residenti nelle grandi città.

L’energia rinnovabile è l’argomento con cui gli italiani hanno acquisito maggiore familiarità. L’energia, inoltre, è il tema su cui si è sviluppata una conoscenza specifica.

Questa conoscenza di buon livello può essere considerata come un effetto di EXPO Milano 2015, la cui “coda lunga” si manifesta sotto forma di un consolidamento della conoscenza del vocabolario della sostenibilità da parte degli italiani.

L’atteggiamento verso la sostenibilità

L’Osservatorio traccia inoltre un interessante profilo degli italiani, segmentati per livello di coinvolgimento nella sostenibilità in:

  • APPASSIONATI: 29%
  • INTERESSATI: 30%
  • DISINTERESSATI: 41%.

Alla categoria degli appassionati appartengono soprattutto le donne, in età compresa tra 18 e 34 anni, diplomate o laureate, studentesse, docenti impiegate residenti in grandi città. Agli interessati corrispondono maggiormente uomini tra 35 e 54 anni, residenti in centri medi. Ai disinteressati, infine, appartengono in prevalenza over 55, equamente distribuiti tra uomini e donne, con un livello di istruzione medio-basso, pensionati e residenti in centri di media grandezza.

È interessante notare che il numero degli appassionati è lo stesso rilevato nella scorsa edizione dell’Osservatorio. Un’ulteriore riprova del fatto che l’eredità di EXPO Milano 2015 è diventata, a tutti gli effetti, un patrimonio della popolazione italiana.